Intervista: Valentina Tereshkova

(Intervista simulata)

Oggi sabato 16 giugno si celebra il 54esimo anniversario della prima missione spaziale in rosa compiuta dall’ex cosmonauta russa Valentina Tereshkova. Per l’occasione abbiamo avuto la possibilità di intervistarla, per sapere maggiori dettagli sulla sua vita e curiosità riguardo alla missione Vostok 6.

Buongiorno Sig.ra Tereshkova, mi presento, mi chiamo Celine e oggi avrò l’immenso piacere di intervistarla.

Saluti anche a lei signorina e il piacere è tutto mio.

Allora, la prima domanda che mi viene in mente di farle è questa: come si sente oggi, a 54 anni da quel storico giorno?

Sa, il 16 giugno di ogni anno da quello del ’64, nella mia mente riaffiorano i vecchi ricordi della mia missione Vostok 6. Ogni anno è come rivivere quei momenti.

Tornando a quei momenti, si ricorda delle selezioni?

Le ricordo come se fossero state ieri. Dunque, il generale Kamanin propose di inviare una donna nello spazio così da ottenere più primati per sconfiggere gli americani. La sua proposta è stata accolta pienamente da Khrushchev. Mi sono candidata due volte per entrare nella scuola di aspiranti astronauti: la prima volta ho fallito, mentre la seconda ce l’ho fatta. Poi nel ’62 ho partecipato alla selezione per il primo gruppo di cosmonaute, che ho passato con il massimo dei voti insieme ad altre quattro ex colleghe, Zanna Erkina, Tat’jana Kuznecova, Valentina Ponomareva e Irina Solev’eva.

Ma le quattro signore hanno partecipato a qualche altra missione spaziale?

No, no. Due di loro sono state nominate riserve in caso mi fosse accaduto qualcosa.

E quale è stata la caratteristica determinante per la sua scelta?

Il paracadutismo, nonostante non avessi esperienze di pilotaggio.

Dopo lunghi mesi di addestramento, quel giorno era arrivato…come si sentiva?

Agitata ma allo stesso tempo eccitata per l’impresa che stavo per compiere.

Alle 9:29 del 16 giugno del ’64 è partita a bordo del Vostok 6 dal cosmodromo di Bajkonur, Kazakistan e dopo quasi 3 giorni orbitando attorno alla terra per 49 volte è ritornata alle 8:20 del 19 giugno, atterrando in una campagna poco distante da Karakanda…Sbaglio o oltre alla Vostok 6 c’era in contemporanea un’atra missione?

Si, c’era la missione Vostok 5 comandata dal cosmonauta Bykovsky. Però lui è partito il 14, due giorni prima di me ed è tornato a terra tre ore dopo.

Quindi mentre orbitavate attorno alla terra vi sarete incontrati almeno una volta?

Si, si, anche più di una: le nostre orbite erano molto simili e abbiamo più volte comunicato via radio.

Grazie al suo volo si è potuto constatare come la fisiologia femminile reagisca nell’ambiente spaziale. Ma durante la missione si sono verificati dei problemi?

Si è vero. Ho avuto nausea e stanchezza dovuti all’assenza di gravità, specialmente durante le prime orbite. Poi ho avuto problemi nel pilotare la navicella verso

l’orientamento della fase di rientro e per questo ho chiesto più volte assistenza al centro di controllo.

Due giorni dopo le è stata consegnata una importantissima onorificenza…

Si, quella di Pilota-cosmonauta dell’unione Sovietica.

Quale è stata la parte più divertente e bella della missione?

Penso sia stato il momento del lancio col paracadute: non solo perché era la cosa che mi piaceva più fare, ma anche perché sapevo che sarei ritornata a terra sana e salva.

Ho sentito dire che mentre era in fase di addestramento, non diceva nulla della missione ai familiari…

Si, si non volevo farli preoccupare ulteriormente, dato i problemi che avevamo in famiglia.

Da che parte dell’ex Unione Sovietica viene?

Vengo da Bol’šoe Maslennikovo, nei pressi di Jaroslavl’ sul fiume Volga.

Come è stata la sua gioventù?

Non è stata facile: mio padre è morto durante la seconda guerra mondiale, quindi ho dovuto fare molti lavori per mantenere la famiglia e mentre lavoravo frequentavo corsi serali e nel 1960 ho ottenuto il diploma di perito tecnico.

Come è nata la passione per il paracadutismo?

È nata nel 1955 dopo aver visto delle persone farlo. Per curiosità ho provato a fare un volo e da lì è scattata la scintilla.

Cosa ha fatto negli anni successivi alla missione Vostok 6?

Nel ’69 ho studiato presso l’accademia di ingegneria aeronautica militare sovietica Cukovski. Nel ’66 è iniziata la mia vita politica entrando a far parte dell’Alto Soviet dell’unione Sovietica e nel ’68 sono diventata presidente del comitato donne dell’Unione Sovietica. Nel 1971 sono diventata membro del Comitato Centrale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica. A partire dal 1974 ho fatto parte del direttivo del Soviet Supremo e dal 1976 in poi sono diventata vicepresidente della commissione per l’educazione, la scienza e la cultura dell’Unione Sovietica. Il mio ultimo incarico politico è stato al Centro russo per collaborazione internazionale culturale e scientifica, dove sono stata nominata direttrice dal governo.

Una vita politica molto intensa, ma non ha mai avuto il desiderio di ritornare nello spazio?

Ovviamente sì, ma certe circostanze me lo hanno impedito. Ora è tempo di lasciare spazio ai giovani!

 valentina-tereshkova-vostok-6

Celine

 

 

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